PROMETTO DI ONORARTI
13.12.2025

Prometto di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.
È un’espressione che fa parte della formula usata per celebrare il sacramento del matrimonio. Gli sposi si scambiano delle promesse impegnative: di fedeltà, di amore incondizionato (nella gioia e nel dolare, nella salute e nella malattia) e, appunto, di onorarsi.
Di tutti gli impegni quello di onorare il coniuge mi è sempre parso misterioso: cosa significa onorare l’altro?
Questa è la definizione del dizionario Treccani:
Circondare di stima e di ossequio; riconoscere e attribuire l’onore dovuto a persona o cosa. In senso più concreto: fare onore, fare cioè atto che dimostri la stima, il rispetto, l’ossequio verso qualcuno
Mi verrebbe da dire quindi che onoro qualcuno (o qualcosa) quando rendo visibile, anche agli altri, il mio apprezzamento nei suoi confronti. Penso anche al significato dell’espressione “onorare un piatto” o una pietanza, che si usa quando essa viene mangiata con gusto e senza lasciarne una briciola, come ad apprezzare e consacrare la maestria di chi l’ha preparata.
Onorare una promessa o un impegno significa rispettare l’importanza di quell’impegno e la persona verso cui è stato preso.
In senso riflessivo, inoltre, l’onore si riceve quando, senza sentircene pienamente meritevoli, ci vengono offerti apprezzamento, attenzione, tempo da qualcun altro che stimiamo. In questo caso diciamo per esempio di “essere onorati” dalla presenza di un ospite, o dal ricevere un premio, una proposta di lavoro, un complimento, un invito.
Ma cosa significa onorare mio marito, mia moglie? O fare in modo che lui o lei si senta onorato appunto di essere mio marito, mia moglie? Prendo in prestito le parole con cui mi ha risposto tanti anni fa un amico sacerdote, quando gli ho fatto questa domanda, preoccupata di non essere in grado di mantenere tale promessa matrimoniale che mi risultava un po’ misteriosa, fumosa, indefinita.
Mi disse che onorare il proprio marito significa mantenere intorno a lui quella luce di positività, di rispettabilità, di valore che rende più evidenti agli occhi delle altre persone le sue qualità invece che i suoi difetti; vuol dire mettere in evidenza, apprezzare, raccontare di lui quanto c’è di bello e di buono, senza calcare la mano su quanto c’è di meno buono. Significa infine mantenere uno sguardo benevolo sulle sue fragilità e i suoi limiti, per non farli diventare motivo di disprezzo, maldicenza, critica sterile da parte delle altre persone. Onorare il proprio coniuge in questo senso è una forma di protezione amorevole che promuove le qualità dell’altro e mantiene il riserbo sulle sue fragilità o criticità, non per negarle ma per custodirle in un ambito privato, contestualizzato.
A livello pratico, tutto ciò assomiglia alla famosa esortazione di san Giovanni Bosco: “lodare in pubblico e rimproverare in privato”, che definisce uno stile educativo teso a valorizzare le persone, evitando di esporle al giudizio impietoso e alla vergogna.
Onorare quindi è avere a cuore la tua immagine, salvaguardare la tua dignità, difenderti da ciò che ti può mettere in imbarazzo e nello stesso momento da parte mia attuare un comportamento, un modo di essere che possa riverberare su di te una luce positiva, farti stare bene, farti sentire felice di essere al mio fianco, far sì che tu sia fiero di me.
L’onore prevede in modo insito quindi il rispetto, la valorizzazione e l’apprezzamento l’uno dell’altro.
Onorarsi tra marito e moglie allora significa non spettegolare l’uno sui difetti dell’altra, tenere privati alcuni aspetti di fragilità del carattere o alcuni episodi imbarazzanti, delicati o anche decisamente sbagliati, cioè tutti quei particolari che possano mettere in cattiva luce o in imbarazzo il coniuge di fronte ad altri.
Queste riflessioni mi fanno ripensare, come per un triste contrasto, al caso della pagina Facebook chiamata “mia moglie”, raccontato dalla cronaca qualche tempo fa, in cui gli uomini postavano, all’insaputa delle mogli, foto e video che le ritraevano in momenti intimi, rendendole visibili a tutti, correlate da commenti e battute svilenti e vergognosi.
Mi sembra incredibile che un uomo possa esporre in questo modo alla berlina la propria moglie, anche se pensandoci bene questo comportamento meschino rappresenta solo l’altra faccia di una stessa medaglia, più diffusa in passato ma non estinta; mi riferisco alla pretesa di tenere la moglie segregata, lontana dagli sguardi altrui, isolata, nascosa. Il principio che soggiace a questi comportamenti estremi ed opposti è lo stesso, cioè considerare la moglie non una persona, mia pari, con una sua dignità e quindi degna di essere onorata, ma un possesso, uno strumento di affermazione, qualcosa di cui vantarsi o da custodire gelosamente. Tutto ciò mi provoca sdegno e anche molta tristezza, perché dimostra quanto siamo lontani da una società davvero pienamente umana, e quanto la povertà di valori, la superficialità, l’egoismo e l’egocentrismo siano costantemente in agguato, pronti a trovare modi sempre più odiosi e irrispettosi di usare e oggettificare gli altri, soprattutto le donne.
Se le voci di condanna e di vergogna si sono alzate forti in seguito a queste notizie, bisogna anche dire che poi il tutto è passato velocemente in secondo piano e, dal lato pratico, non sono sicura che si sia fatto davvero qualcosa di efficace per limitare e contrastare il fenomeno, o per punire gli autori di tali misfatti.
Proprio da questa brutta vicenda allora possiamo desumere quanto la promessa di onorarsi a vicenda sia importante e preziosa, impegnativa ma anche stimolante; ci spinge a ricercare nel nostro coniuge gli aspetti più belli e positivi, a riconoscerli e a promuoverli, ad apprezzarli e a goderne, perché quanto di buono e bello è in lui si riflette sul rapporto di coppia e sul clima famigliare.
Amarsi ed onorarsi per il resto della vita, quindi, significa continuare a scommettere sulla bontà della scelta fatta, sia che questa promessa sia stata scambiata da poco tempo o decenni prima; è la scelta di camminare insieme a colui o colei che ho riconosciuto come un dono speciale, un compagno di viaggio, la persona con cui vivere il presente e costruire il futuro.
Onore fa rima con amore: quell’amore tenero, rispettoso, umile e stupito che auguro non si affievolisca mai nella vita di tutte le coppie, nella mia come in quella di tutti voi che siete stati con pazienza all’ascolto.
onorare la persona amata significa mantenere intorno ad essa quella luce di positività che rende evidenti le sue qualità e mantiene in secondo piano le sue fragilità, non per negarle ma per custodirle e magari aiutare a trasformarle in risorse.
